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Renato Guttuso

 Renato Guttuso, nato a Bagheria, Palermo, nel 1912 e morto a Roma nel 1987, massimo esponente del realismo sociale italiano, è impegnato fin da giovane nella lotta antifascista.Contro l’accademismo involutivo del “Novecento” egli prende parte al gruppo che riunisce a Milano attorno alla rivista “Corrente”, di cui fanno parte, insieme a letterati, altri artisti come Sassu, Manzù, Migneco. Nell’intento di dar vita ad n movimento in una determinata direzione, diversa dalle altre e soprattutto dal flusso generale, essi sostengono la libertà d’espressione, in opposizione alle manifestazioni ufficiali.Guttuso testimonia il suo impegno con opere drammatiche, ispirate ad ingiustizie e massacri perpetuati dalla storia, con un realismo che non è quello cubertiano, né quello magico di Bontempelli, ma mediante l’innaturalismo dei colori, come in certe opere del Pontormo, l’inversione prospettica di oggetti che generano un improvviso moto spaziale, sfondi creati da paesaggi cupi, o lo stacco violento dei colori, che allontanano da ogni realismo oggettivo, per esprimere fortemente sdegno ed ansia interiori.Malgrado il mutare della situazione politica, dagli anni di guerra ad oggi, Guttuso si è sempre mantenuto fedele a questa tensione morale; contro il fascismo storico, appartenente ormai al passato, o contro una mentalità sopraffattrice dei deboli, esaltatrice della violenza sulla ragione, egli ha continuato a combattere, con il linguaggio serrato di sempre, poiché se i tempi sono cambiati, non lo è l’impegno politico che fa di Guttuso un tutto unitario fra uomo e artista.