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Umberto Lilloni Nato a Milano nel 1898, morto nel 1980, Lilloni figura tra i rappresentanti del gruppo dei “chiaristi” lombardi, tesi verso un ritorno all’impressionismo, verso un rinnovamento espressivo antinovecentista. Pur non costituendo mai una scuola, un programma o un gruppo, i chiaristi esprimono un’autonoma ricerca individuale contro il chiaroscuro pesante ed accademico del “Novecento”; ricerca cromatica legata ai valori luminosi, che si stacca da ogni severo plasticismo.I soggetti stessi, immagini di genere, ritratti, paesaggi, luoghi di vita quotidiana e piccolo-borghese, si diversificano profondamente dai temi celebrativi dell’arte ufficiale, rispondendo, piuttosto, ad un’esigenza di candore interiore. Con i suoi colori luminosi, con le forme delicate e ingenue, Lilloni reagisce, in qualche modo, alla severa monocromia di Sironi, si oppone ai “grandi temi” della pittura celebrativa. In questo modo i chiaristi dissolvono il senso del volume, della linea e del colore che il Novecento aveva costruito, e perseguono un’atmosfera di fiaba, di leggerezza, quasi di assenza dal reale. Il recupero del "plen air", l’attenzione verso l’impressione dell’occhio e la meditazione dello sguardo, costituiscono le condizioni essenziali per smentire la monumentalità delle costruzioni novecentesche
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