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R O S I N I  &  C.  G A L L E R I E   D' A R T E

 

MAESTRI DEL NOVECENTO                                                                ARTE CONTEMPORANEA

 

ARTISTI

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M.A.R.E.
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Mino Maccari
cm. 40x55
olio su tela
1971
Il Militare
Prezzo: telefonare  0541 693007
 

Mino Maccari

Nato nel 1898 a Siena e morto a Roma nel 1989, Maccari approda alla pittura dopo una laurea in giurisprudenza, quando, poco entusiasta della pratica forense, si dedica al disegno e all'incisione su legno. Disegnatore, ma che sa vivere l'esperienza del disegno su più fronti, dal divertimento grafico alla satira di costume, Maccari prende le distanze dalla grande arte, dalla tradizione, ma anche dagli influssi stranieri, e intorno al 1928 è tra i promotori di "Strapaese", con la rivista "Il Selvaggio". Favorevole ad un ritorno all'ordine inteso come recupero delle tradizioni locali, "Strapaese", movimento artistico e letterario, testimonia un atteggiamento culturale chiuso e provinciale, opposto, in nome di autentici valori popolari e locali, ad uno stile nazionale unitario, e ad una sorta di nazionalismo di regime. Questa inclinazione antifascista, esercitata a lungo su "Il Selvaggio", il giornale più coraggioso dell'era mussoliniana, culminata con le dimissioni che, nel 1939, Maccari presenta da presidente del Consiglio Superiore delle Arti, pur di non avallare il piano per la  distruzione architettonica di Livorno, promosso dai fedeli al regime. Egli è l'uomo dall'umor libero, che dà vita ad un'arte senza ricette, cresciuta nell'amore sincero per le tecniche artigiane, nel disdegno della raffinatezza, nella densità del segno e nella penetrazione della verità. Maccari è, tuttavia, moderno, profondamente attuale, per quel suo modo di saper dare espressione, carica sentimentale, ad una linea, ad un segno, ad un impasto di colori, per quel suo buon "naturalismo interiore". La sua inclinazione è più vicina alla perenne improvvisazione della commedia dell'arte, alle eterne maschere, e la buona educazione, la cortesia ostentata e l'etichetta si stracciano per rivelare la carica animalesca, sessuale che vi si cela, sempre in agguato; così, l'autore di questa sorta di moderno "bestiario", senza la pretesa di condannare i costumi, ride nell'animo.