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Marino Marini
Nato a Pistoia nel 1901, frequentò i
corsi di pittura e di scultura all'Accademia di Firenze. Per molti anni
si dedicò prevalentemente all'incisione e alla pittura della quale fin
dal 1916 diede bellissimi saggi. Comincia dedicarsi alla scultura a
partire dal 1922. Nel 1929 si trasferisce a Milano, chiamato da Arturo
Martini ad occupare la cattedra di scultura presso la scuola d'Arte di
Villa Reale a Monza che lascerà nel 1940 per l'Accademia di Brera.
Nel 1936 modellò il suo primo Cavaliere in bronzo che si suole mettere
in connessione con quanto ebbe a dichiarare lo stesso artista "
Viaggiando per l'Italia, a Roma, a Venezia, a Padova, non mi ero mai
impressionato alla vista di monumenti equestri, ma Bamberg, in Germania,
mi fece una grande impressione, forse perchè nasce in un mondo di fiaba,
lontano da noi, in un angolo sperduto...". Nel decennio successivo le
forme si contraggono e semplificano, dando maggior rilievo al dinamismo
dove cavallo e cavaliere sono separati nell'azione ed uniti nella
materia. Il mito del cavaliere, dell'uomo che prende forza dal cavallo
che domina, si ampliò di anno in anno, arricchito e influenzato nel 1946
dalla frequentazione di Giacometti, Wotruba, Haller, Richier, incontrati
durante il rifugio in Svizzera. Conduce una ricerca rivolta
all'elaborazione della "Forma pura" mediante il recupero e la
rielaborazione della tradizione etrusca e medioevale. Negli anni
cinquanta si dedica in parte anche alla rappresentazione del mondo
circense affascinato e colpito dalla natura del mestiere di intrattenere
la gente, lo ripropone oltre che nella scultura, nei disegni e nelle
incisioni che riprendono in maniera cospicua in questi anni, rinnovando
e rifondendo tutte le immagini del suo repertorio con l'inclinazione ad
enfatizzare la forma dandole rilievo e plasticità.
Dal 1952 sino al 1980, anno della sua morte, Marini
riceve Premi ed onorificenze in tutto il mondo consacrando la sua Arte a
livello internazionale. |