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Massimo Pulini
Proveniente
da una città, Cesena, con una forte tradizione neo realista, ha
cercato subito di emanciparsi. Frequentando l’Accademia di Belle Arti di
Bologna ebbe rapporti critici con le più recenti tradizioni
Concettuali formandosi, alla fine degli anni ‘70, in un decennio di massima
vitalità dell’ arte d’avanguardia che aveva portato ad un totale abbandono
della pittura. Ciò che contraddistingue l’iter di Massimo Pulini è la
consapevolezza di un passato storico artistico che molti rinnegano o
cercano di superare. Artista e storico dell’Arte, fa distinzione tra
passato e tradizione, riconoscendo che se una è superabile, l’altra non
può esserlo. La memoria infatti va tramandata, poiché le tracce del
passato fanno parte del presente. Pulini modernizza dei soggetti noti in epoche passate utilizzando colori
e supporti inusuali anche per l’arte Contemporanea; sottrae delle immagini
dall’inarrestabile processo di invecchiamento per riportarle al presente
con colori liquidi che evidenziano il fremito della pittura in evoluzione
e movimento, poiché sperimentare non esclude l’idea di pittura dalla
possibilità di elaborarsi e rileggersi.
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