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Xavier Bueno
Xavier Bueno nasce
nel 1915 a Vera Bidasoa, Spagna e lascia le sue spoglie mortali nella
notte del 17 luglio 1979 nella sua splendida residenza di Fiesole,
nei pressi di Firenze, sua seconda patria come per il fratello
Antonio. Riccardo Baroja, pittore e incisore, fu il padrino di di
Xavier Bueno che, ventenne, esordendo a Parigi nel 1937 al
Salon d’Automne conferma con le sue opere una
sicura impronta artistica, nonchè la sua maestria pittorica. Si
tratta di soggetti che oggi definiremmo politici
e sociali , come “il miliziano”
conservato al museo Goya di Castres in Francia, dipinti nutriti di
pathos, più spagnoli che parigini come rimarcano molti critici di
quel periodo.In verità, Bueno è un uomo schivo, rifugge i successi
parigini, parte per l’Italia e comincia a Firenze il suo vero
percorso, sempre caratterizzato dal bisogno di non abbandonare la
figura , il reale, in netta contrapposizione
con la sua epoca, ad eccezione della reciproca stima nei confronti
del fratello Antonio e di Giorgio de Chirico. .Amava i toni carichi
vagamente inquietanti, fondamentali, i contrasti forti, le luci
improvvise e una certa drammaticità delle geometrie compositive oltre
ad un autentico amore per la pittura narrativa e per il suo lessico
diretto, che riesce a comunicare i sentimenti altrimenti celati nel
fondo dell’animo.Il viaggio in Brasile accentuerà questa sua esigenza
di raccontare, mostrare realtà contingenti dai colori
radi , dei blu e dei rossi che rendono ancora più profonda la sua
poetica descrittiva, lasciandola integra ed intatta, simile ad una
scultura bidimensionale, ma dalla profondità insondabile.Questo suo
stile inconfondibile lo porterà ad essere uno dei maggiori eponenti
del gruppo del cosìdetto “realismo sociale”, assieme a Guttuso,
Sassu e Treccani.
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