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Angelo Borgese Frutto di studi
e tentativi molteplici, di sperimentazione e di pratica, di profonda
conoscenza dei materiali e delle tecniche, l'arte di Borgese è
l'antitesi di una pittura romanticamente "ingenua". Non
rifugge la vita, non cerca messaggi o significati in "altri"
mondi; al contrario, nasce dallo scontro con la realtà, con le passioni
e i desideri, vede la luce da un'immersione profonda in quel teatrino
dell'esistenza in cui ognuno è libero d'interpretare un ruolo. Nascono,
così, i corpi, i volti, gli abbracci, i cuori, dai quali l'opera di
Borgese è pervasa, e dei quali trasmette il veritiero messaggio. Da una
radicata consapevolezza culturale, dalla chiara visione di una terra,
(la Sicilia, come il resto del mondo), piena di forme e di colori,
attraverso una sorta di "sguardo nel caos", Borgese coglie le
immagini per quel suo sconfinato orizzonte creativo, sempre ricco di
elementi che attirano l'attenzione, colpiscono, suscitano interesse e
portano a pensare, a cercare, a voler scoprire. E il racconto è portato
a compimento su carte strappate, con interventi che non nascondono il
gioco candidamente incentrato sulle proprietà allusive del supporto,
con elementi sezionati, ritagliati, o comunque manipolati, che svelano,
spesso, un sapiente artificio fatto di simmetrie, di geometrie, dettate
da un ordine che non è mai casuale e da una spiccata curiosità per il
dato visivo. Questo spinge Borgese alla ricerca di segni puramente
grafici, all'utilizzo di supporti prestampati, di scritture ridotte a
valenze unicamente e squisitamente formali, presentate mediante un
"logico" e ponderato cromatismo, attraverso sovrapposizioni
cromatiche e un'attenta e curata complementarità dei colori, che regola
ed equilibra la sua autentica e "semplice" visione della
realtà, che diviene, così, creazione estetica. |