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MAESTRI DEL NOVECENTO                                                                     ARTE CONTEMPORANEA

 

ARTISTI

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Antonio Bueno
cm 20X30
olio su masonite
 
 
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Antonio Bueno

Nato a Berlino nel 1918, Antonio Bueno espone per la prima volta a Parigi, nel 1937, opere che richiamano la lezione del postimpressionismo, con forte intensità di segno e colore. Si interessa, poi, alle sperimentazioni dei surrealisti e, a Firenze, si accosta agli ambienti culturali del rinnovamento, stringendo amicizia con Pietro Annigoni e con altri giovani della fronda antifascista. Nel dopoguerra Antonio Bueno è tra i fondatori del gruppo dei "Pittori moderni della realtà", insieme al fratello Xavier e a Gregorio Sciltian, che rivendica la possibilità di riferirsi alla grande lezione ed a personalità emergenti della storia dell'arte, al quale prende parte, in una fase iniziale, anche Giorgio De Chirico. In seguito, in un clima di aperta sovversione dei tradizionali linguaggi dell'arte, Bueno dà vita ad un filone di arte-spettacolo, insieme ad Emilio Isgrò, attraverso lavori realizzati con i più disparati materiali. Con Bueno si è di fronte ad una personale ricerca di astrazione, sempre legata agli elementi pittorici del dipinto e ad una ripresa di elementi di neometafisica, presentati in composizioni assorte e fuori dal tempo, misteriose e limpidissime insieme, a declinazioni surreali, dall'astrattismo geometrico alla neofigurazione, ad un uso dei linguaggi più disparati, dal postimpressionismo ad una sorta di ultrarealismo. Bueno dà, insieme ad Enrico Baj, una sua versione della metafisica, denominata “patafisica”, vissuta in chiave ludica e realizzata attraverso il ready-mada. Periodo fondamentale è quello della stagione espositiva che lo vede impegnato nelle più importanti città del mondo, promosso dal gruppo di artisti internazionali che si riconoscono nel progetto Fluxus; esperienza perfezionata, poi, in una memorabile azione-spettacolo con Edoardo Sanguineti, in occasione della 34° Biennale di Venezia. Bueno è l'artista degli infiniti rimandi, delle tante maniere, contro la serialità e la ripetizione dei modi linguistici: egli ha saputo costruire un'immagine singolarmente unitaria, poichè tutta la sua pittura, perfino i singolari d'après, è filtrata da una luce irreale, per allontanare il rischio di un'arte allo specchio, condannata alla riflessione invece che all'invenzione. Antonio Bueno, artista singolare, difficilmente collocabile, globale "neoretroguardista", lacia le sue spoglie mortali a Fiesole, nel 1984.