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R O S I N I  &  C.  G A L L E R I E   D' A R T E

 

MAESTRI DEL NOVECENTO                                                                     ARTE CONTEMPORANEA

 

 

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LOTTO N° 1

 

Nino Caffè

cm. 50x40
olio su tela
1949
Pretini nella corte
 

 

 

 

Nino Caffè

Nato nel 1909 a l’Aquila e morto a Pesaro nel 1975, Caffè è il” pittore dei pretini”, affannati ometti neri che in lui sono più un simbolo che persone reali; sono un termine cromatico, un’entità poetica, una “categoria” solo formale. E’ attraverso questo leit-motiv, Caffè conduce un discorso pittorico attento, che non si esprime solo in funzione del contenuto, ma anche dei valori cromatici, dei termini architettonici e spaziali. Tutto si svolge come un grande fumetto   episodico o come una lunghissima opera di teatro, in mille bozzetti e scene tutte collegate fra di loro, su una quinta fissa che è quella del mondo tradizionalmente austero della Chiesa, dove schiere di seminaristi, nella severità del loro vestito nero, conducono giochi fanciulleschi, o lontano ingenuamente spaventati dai rossi diavoletti che li assalgono. Caffè non è mai una lotta fra il bene e il male; è solo un susseguirsi di scontri fra ingenuità e malizia. I diavoletti di Caffè non sono cattivi, ma solo dispettosi e divertiti: giocano giocano burle, sempre, tutto si risolve con il metro dell’idillio, turbato solo dal senso malinconico di un tempo che passa inesorabile. E’, in definitiva, la storia dell’uomo e della vita di tutti i giorni, che si perde un po’ alla volta; è un raccontare l’universale attraverso il particolare, l’universale dell’esistenza che piano piano si spegne, nella malinconica consapevolezza della vanità delle cose umane.