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MAESTRI DEL NOVECENTO                                                                ARTE CONTEMPORANEA

 

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ARTISTI

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STORIA

 

Massimo Campigli

olio su carta intelata

cm 57x49
1949

Figure femminili

 

Massimo Campigli

 

Nato a Firenze nel 1895, fin da giovane Massimo Campigli rivela aspirazioni letterarie frequentando i futuristi negli anni roventi del movimento  di Marinetti e dedicandosi, poi, al giornalismo. Accostatosi alla pittura da autodidatta e trasferitosi a Parigi, Campigli inizia emulando i pittori che più ama, affascinato da Lèger, Picasso e dai capolavori egizi del Louvre.Nel 1928, visitando a Roma il Museo di Valle Giulia e rimane folgorato dall’arte etrusca: è da allora che vedono la luce le sue prime inconfondibili tele, presto esposte a Parigi: esse riscontrano immediato consenso, contese tra musei e collezionisti. Nello stesso periodo da vita, insieme a De Pisis, Tozzi, Paresce, Savinio, de Chirico e Severini, al Gruppo dei Sette, che acquista subito fama internazionale. Fervente sostenitore di un’arte svincolata dalla realtà, libera, non impegnata, Campigli propone un linguaggio portatore di una nuova bellezza, capace di offrire all’uomo evasione, non credo nella realtà,ma nella forza dell’immaginazione. Le sue figure appaiono, così ,inconfondibili, in una felice antichità senza storia, simboli di un individualismo ragionato e contemplato nel deciso rifiuto delle più suggestive tentazioni intellettuali, lontane dai miraggi più allucinanti del mondo esterno. Così singolarmente primordiale, arcaico nell’insistente frontalità delle sue figure , nell’unicità degli impasti, che si avvicinano all’affresco, Campigli continua a presentare i suoi personaggi, strappati ad un mondo vero e trasformati in favola, ironica e forse beffarda, fino al 1971, anno in cui si spegne in Francia a Saint-Tropez.