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Felice Casorati
Nato a Novara nel 1883 e
morto a Torino nel 1963, Felice Casorati comincia a dipingere perché
costretto ad abbandonare gli studi musicali, sua grande
passione. Casorati dipinge con gaia spensieratezza durante il periodo
universitario, decidendo solo dopo la laurea in giurisprudenza, di
dedicarsi interamente alla pittura. E’significativo il fatto che il
demone della pittura conquisti Casorati, per così dire, in seconda
battuta, quasi quale rifugio, rispetto all’amore per la musica, che
stimola la sua emotività al punto da mettere a rischio il suo equilibrio
psicofisico.La pittura viene vista quasi come terapia: l’arte dove il
coinvolgimento soggettivo può essere controllato e che si può basare su
un’attitudine più contenuta e riflessiva, meditativa. La riflessione che
darà alle sue opere il peso di un pensiero che nasce da dentro ,
interiore: non il senso di attingere dal sogno o dall’immaginario
fantastico, ma quello più profondo e autentico di un linguaggio con una
forte tensione speculativa, che nasce all’interno della coscienza
riflessiva, dove i dati decantati della realtà fenomenologica,
percepibili attraverso la finezza di una sensibilità sublimata,
risuonano come un’eco nitida ma e allo stesso tempo distaccata, quasi
immateriale. E’ qui che si possono cogliere, nella pura calma della
contemplazione formale, spazi, oggetti e figure che hanno l’impalpabile
limpidezza delle immagini mentali.
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