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Vincenzo Cecchini
Non si comprenderebbe la ricerca di
Vincenzo Cecchini senza partire dal carattere ludico che guida la storia
dei suoi gesti, delle materie e dei colori fissati sulla superficie come
in una fluida avventura di sguardi che non conosce regole linguistiche,
pur essendo sensibile a tutte le possibilità espressive dell'arte....
E' stato ripetutamente sottolineato che dagli anni Settanta ad oggi
l'artista ha avuto diversi "vuoti operativi", pause
caratterizzate da interessi diversi dal lavoro specifico dell'arte,
momenti di completo rifiuto nei confronti della ricerca. Eppure, sono
stati intervalli non separati da quello sforzo di inventare proprie
regole creative che Cecchini ha sempre perseguito con caparbio spirito
autonomo. Se ne sono accorti tutti gli autorevoli commentatori del suo
lavoro, da Cesare Vivaldi a Giorgio Cortenova, da Emilio Puglielli a
Enrico Crispolti, da Fulvio Abbate ad Elisabetta Longari. La sincera
adesione di Cecchini ad una pittura rispondente alla propria inquieta e
solitaria natura è stata sottolineata come un processo di scoperta
interiore che cresce, con discontinuità e dispersioni, attraverso
l'esplorazione dei sensi imprevedibili della visione.
da "Sembianze della pittura
" di Claudio Cerritelli
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