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Francesco Messina
A
cent’anni dalla sua nascita, questa mostra altro non vuol essere che
un piccolo omaggio al talento creativo e all’abilità plastica di
Francesco Messina; un segno di immutato amore per le sue opere da parte
di chi le apprezza e le fa conoscere da oltre trent’anni. Pur
vivendo l’arte nel periodo in cui la figura umana veniva deformata,
spaccata, stilizzata e sottoposta a violente metamorfosi, Messina resta
sempre coerente, fedele al passato, legato al vero e alla lezione
classica, ma non per questo dimostrandosi anacronistico; non in
disaccordo col contesto, non fuori dal suo tempo, solamente al di fuori
dalle mode. Le
sue giovani Eve, le gitane, le ballerine, vive, morbide, testimoni del
tema a lui più caro, la bellezza in fiore, propria del corpo
adolescenziale, sono sempre attuali, respirano l’aria che noi
respiriamo, così come i suoi splendidi cavalli, scalpitanti e vigorosi. Quest’estrema
purezza della forma, un sorprendente virtuosismo tecnico e un suadente
realismo, uno sguardo rivolto alla natura, fanno confluire nell’opera
di Messina tutta la tradizione classica, dalla statuaria ellenica alla
severa ritrattistica romana, dal primo Rinascimento al Neoclassicismo,
Canova, Rodin, ma senza poter parlare mai di intenzioni imitative. In
Messina appare forte e vibrante l’originalità d’ispirazione e
d’esecuzione, la novità dei contenuti, quello spirito contemplativo
che ha saputo infondere nella materia, unendo richiami terreni a modelli
eterni, per dar vita a quelle opere che continueremo sempre a
considerare dei capolavori.
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