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R O S I N I & C. G A L L E R I E D' A R T E
MAESTRI DEL NOVECENTO HOME PAGE ARTE CONTEMPORANEA
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| Mario Schifano | |
| cm. 10x15 | |
| T.M. su foto | |
| anni '80 | |
| MS8 | |
| Prezzo: telefonare 0541 693007 | |
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Mario Schifano (...) Per Schifano la pittura non è un'attività pulita, nel senso che richiede una pratica di continue contaminazioni, di imbrattamenti, di reticenze e talvolta di dettagli ben rifiniti. L'immagine è immersa in un tessuto di colore e in una rete di segni veloci che la circondano e la corteggiano, assediandola con piccoli assalti e intrusioni fin dentro i suoi confini e la sua sagoma. Evidentemente per velocità si crea un campo d'azione e di interazione tra colore e disegno, la superficie dipinta diventa l'alveo naturale dentro cui l'immagine scivola. Velocità e rallentamento costituiscono i tempi d'esecuzione e di percezione. La velocità segna il ritmo interno del contorno, il campo spazioso e nello stesso tempo contratto dove va a planare l'immagine. Qui la mano del pittore si aggira liberamente senza obblighi descritti, eseguendo numeri di grande perizia tecnica mediante l'iscrizione di linee sinuose e vorticanti, oppure lente e geometriche. Talvolta la descrizione arriva al punto di accogliere sulla tela segni articolati in parole ma che restano segni di un alfabeto appartenente più alla pittura che alla scrittura. Il rallentamento avviene ai bordi dell'immagine, quando è necessario assecondare con la mano la sagoma della cosa. Allora il segno ed il colore acquistano una maggiore compostezza, una struttura ordinata che permette di individuare e costruire. La costruzione avviene mediante l'uso della sagoma che permette all'immagine di conservare della cosa il nome più che la sostanza, il rimando elementare e un reale utile a produrre pittura. Perché l'edonismo guida la mano di Schifano che passa da un quadro all'altro, da un'immagine all'altra senza mai perdere di vista la prospettiva di piacere che regge la sua creatività. Tale prospettiva non implica assolutamente e necessariamente disinvoltura e gioia di dipingere, non designa il punto di arrivo ad uno stato di astratto piacere. Invece indica l'idea di una pittura che riesce a produrre, attraverso il linguaggio, un livello di intensità rispetto all'orizzontale appiattimento dentro cui vive acquattata la cosa rappresentata.(...) Achille Bonito Oliva (Dal catalogo della nostra mostra del 1996)
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