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Virgilio Guidi
Nato
a Roma nel 1891, frequenta l'Accademia di Belle Arti, come allievo di
Aristide Sartori e negli anni tra il 1915 e il 1925 espone alla mostra
della Secessione di Roma a alla Biennale. Pittore della luce, convinto
che l'umanità sia predestinata alla vita e non alla morte, Guidi fa'
dell'unione forma-colore-luce il fattore essenziale della propria opera,
fondata su una concezione pittorica portata ad indagare ogni aspetto
della sua multiforme espressività, attraverso cicliche ripetizioni
tematiche e uno sviluppo stilistico coerente. Dalla serie dei
"Paesaggi", caratterizzati da un intenso tonalismo, alle
"Figure nello spazio", esito di un lavoro condotto al limite
dell'astrazione, dalle "Angosce", vicine per certi aspetti
all'Informale, alle "Marine", nude e deserte, inquietanti e
sospese, veicolo di un'inesprimibile angoscia, la ricerca è incessante.
Sperimentatore di ogni possibile variazione formale, per un bisogno
continuo di un rinnovamento vitale costante, mai fermo e pago dei propri
raggiungimenti, ottiene alla Quadriennale di Roma del 1931 il massimo
riconoscimento, insieme all'amico Gino Severini. Docente di pittura
all'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1927 e a Bologna dal 1935,
raggiunge il consenso unanime di critica e pubblico, riconoscimento del
valore di questo maestro, che muore a Venezia nel 1984. |