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Catherine
Paquay
Catherine
Paquay vuole condividere con altri questa sua affinità nei confronti
della natura, in armonia con l'universo.
I suoi collages di immagini, foto scattate della natura con accurata
osservazione, vogliono far ricongiungere l'uomo alla natura, spingendolo
a guardarsi dentro.
Immagini strappate a momenti intensi, poi ricomposte, per cercare di
ricreare ciò che l'uomo sta distruggendo, distruggendo se stesso (decostruttivismo).
Cerca di comunicare la propria realizzazione con la terra facendone
partecipare anche gli altri.
La sua arte non può nascere da qualche banale piacere, bensì è in
segno di una pacifica beatitudine, che sgorga dagli spazi profondi
dell'anima.
Soffermarsi a guardare queste sue opere, crea un effetto di non-tempo,
una serenità interiore, che dà quella pace tanto ambita ma mai
raggiunta veramente.
Questi silenzi appiccicati l'uno all'altro, per formare un gioco
armonioso di colore e di sogni, fanno riaffiorare l'infanzia, la
purezza, la gioia di vivere.
Questo è l'ARTE di creare e di condividere la propria felicità di
esistere con tutti coloro che ancora non hanno dimenticato di essere
vivi .
AntiKat
L’opera
di Catherine Paquay riesce a mantenere una grande freschezza e profondità
espressiva perché non è limitata dalle classiche concezioni
stilistiche che attualmente affliggono buona parte dell’arte
contemporanea Tuttavia, la sua produzione conserva l’impronta della
profonda esperienza acquisita dall’artista, che le permette di
esprimersi con raffinata eleganza e leggerezza ma, che nel contempo,
rivela un profondo ed accurato studio alla ricerca di forme espressive
inedite ed inconsuete.
Gli stili adottati dalla Paquay sono spesso incentrati sulla
descrizione della natura, anche quando puntano verso l’astrattismo più
autentico. Le sue opere, pervase di colore e di intensi attimi di vita
vissuta, sono anche una sottile ricerca nell’intimo umano di quanto può
considerarsi realmente autentico e raro, come il valore per le cose
semplici e naturali, o il dolce ricordo dei sogni di un’infanzia
perduta. L’espressività è limpida e pulita, ma anche immediata ed
intensa.
La prima produzione dell’artista è caratterizzata da mosaici
uniti in una sorta di immaginario collettivo, una visione di paesaggi
discontinui e frammentati, i quali danno vita a
collages profondi ed efficaci fino ad assumere un’ immagine
nuova rispetto alle parti di cui sono composti.
La successiva produzione stilistica ha goduto dell’influenza
della più recente computer art, senza rinnegare le precedenti
espressioni stilistiche, a
volte fuse in un amalgama così accurato e ben equilibrato che non è
semplice trovarne un
adeguato riscontro in altre produzioni di arte contemporanea.
La
continua ricerca dell’artista verso sviluppi stilistici
nuovi e particolari promette una
produzione notevole e degna di particolare attenzione, in un
ambiente spesso tradizionale che risente della mancanza di coraggio
inventivo ed espressivo.
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