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Corrado Zeni L'opera
di Corrado Zeni attua la percezione visiva di una realtā che si
configura come teatro umano: strutture urbane e caratteri che le
popolano riflettono nei contorni e nei colori l'azione che il tempo
esercita su di esse. Il tempo č l'elemento, la cui natura č
inesorabilmente in divenire, che determina la forza espressiva della
rappresentazione dei "non luoghi" del sistema urbano, luoghi
il cui spazio č definito dalla funzione sociale e la cui esistenza č
relativa all'uso. Esso traspare dall'uso della luce e del movimento,
quale risultato di una conoscenza che l'artista elabora dalla disciplina
pittorica: i due elementi si vengono a costituire come protagonisti
concettuali di un teatro il cui soggetto, "luoghi di
transito", vive della mobilitā delle persone. Luce e movimento
testimoniano la coscienza temporale della rappresentazione visiva del
concetto di mobilitā. Essi costituiscono la memoria che permette di
leggere nelle opere di Zeni una continuitā storica nell'uso concettuale
del colore, quale strumento di realizzazione pittorica. Allo stesso
tempo, l'uso teatrale degli stessi elementi indica un possibile
superamento del significato storico racchiuso in essi. Ne "Il crudo
e il cotto" C. Levi-Strauss tratta dell'arte musicale e di quella
mitologica come linguaggi "che mettono l'uomo a confronto con
oggetti virtuali, di cui soltanto l'ombra č attuale, con
approssimazioni inconsce e che sono a esse consecutive".
L'affermazione si riferisce alla comunicabilitā di una struttura
mentale che vada oltre il confine imposto dalla parola o dall'immagine.
Nel linguaggio pittorico di Zeni si verifica un processo percettivo per
cui l'immagine diventa il pretesto per realizzare una struttura mentale
in trasformazione: della rappresentazione visiva si coglie prima la
regia di luce e movimento del soggetto che la sua fisionomia, memoria
del sociale. Dalila Gutman |